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Tutti i siti per farti risarcire in caso di volo cancellato, in ritardo o in overbooking

Tutti i siti per farti risarcire in caso di volo cancellato, in ritardo o in overbooking

Il caso che stiamo vivendo in queste settimane, in particolare in Italia, riguarda la crisi di Ryanair su ferie e piloti in fuga. Una rimodulazione di tratte e orari che porterà alla cancellazione di 2.100 voli su un totale di 103mila nel bimestre settembre-ottobre. I clienti coinvolti, 315mila, hanno ricevuto mail individuali e la quasi totalità ha già chiesto il rimborso o un cambio di volo senza spese aggiuntive ma nei primi giorni ci sono stati molti disagi.

In generale, Ryanair a parte, con la crescita sempre più vertiginosa del comparto aereo – 40,4 milioni di voli nel 2016 per 3,8 miliardi di persone, per i dati della Iata – overbooking, ritardi e cancellazioni non sono un’eventualità così rara. Tanto che le compagnie hanno anche preso l’abitudine, da qualche anno, di allargare gli orari schedulati nei piani di volo. Se prima i passeggeri dovevano vedersela da soli – e anche oggi alcune delle compagnie più illuminate consentono di gestire certe pratiche con un primo contatto sui social network – esiste una serie di piattaforme che in un paio di passaggi e totale comodità consente di richiedere il rimborso o l’indennizzo che ci spetta.

Ci spetta in base al regolamento europeo 261/2004 per l’assistenza ai passeggeri aerei. In caso di cancellazione di un volo il rimborso può avvenire se il cliente viene avvisato con almeno 14 giorni di anticipo con una comunicazione personale, quindi diretta verso la persona via e-mail o lettera, e non con un comunicato stampa generale (come sembrava aver fatto in un primo momento Ryanair).

Se invece overbooking, ritardi e cancellazioni – ma anche una riprotezione che preveda l’arrivo a destinazione con tre ore di ritardo rispetto all’orario schedulato nella prenotazione – avvengono in aeroporto o comunque dopo i 14 giorni è dovuto anche il risarcimento.

Il risarcimento spetta non solo per i voli interni all’Unione Europea ma anche per quelli che partono dagli scali continentali e quelli che vi arrivano, in questo caso se la compagnia ha sede nell’Unione. L’importo varia: 250 euro per tratte sotto i 1.500 km, 400 per quelle fra 1.500 e 3.500, fino a 600 per i voli intercontinentali e comunque sopra i 3.500 km. Sui rimborsi per ritardo, invece, dipende dalle ore: due ore per i voli brevi, tre per quelli a medio raggio e quattro per quelli a lungo raggio. Il tutto, ovviamente, senza considerare la tutela a terra per i passeggeri, dai pasti al pernotto in hotel e al trasporto, che vanno sempre forniti.

La principale piattaforma che se ne occupa è la statunitense AirHelp, attiva anche in Italia (dove dice di aver aiutato 3 milioni di persone e distribuito 200 milioni di euro di risarcimenti), che la scorsa estate ha perfino lanciato uno scanner sulla propria app mobile: leggi il codice a barre della carta d’imbarco del volo sfortunato e parte la procedura di rimborso. Se va a buon fine – e ogni tanto si va anche in tribunale con i vettori che non rispondono – il gruppo guidato in Italia da Lorenzo Asuni trattiene il 25% del rimborso/risarcimento. In caso contrario nulla a pretendere.

L’episodio è senza dubbio senza precedenti – spiega Asuni tornando al caso del vettore irlandese – purtroppo però non è raro che le compagnie incorrano in ritardi e cancellazioni non rispettando i diritti dei passeggeri come avvenuto con Ryanair. Migliaia di persone stanno già agendo tramite AirHelp, è importante che le persone sappiano che in caso di problemi con i loro voli negli ultimi tre anni possono ottenere da un minimo di 250 a fino 600 euro di risarcimento quindi una cifra nettamente superiore solitamente al solo rimborso”.

Servizi simili sono FlightRight (che sostiene di aver assistito 3,2 milioni di persone con un tasso di successo del 98% e trattiene sempre il 25% + Iva) e Claim It. In questo caso le formule sono due e possono avere un certo interesse: la “classica” funziona come su AirHelp e FlightRight (senza garanzie di risultati, col 25% di commissione e con un tempo di attesa dalle 6 settimane a un anno), la “fast cash” consente l’incasso immediato anche se mutilato. Claim It in sostanza rileva il tuo presunto credito liquidandoti il 25% del suo valore in massimo cinque giorni e siamo a posto: se poi la piattaforma vincerà il ricorso, si terrà tutto il resto. Ma se perderà, ovviamente, il viaggiatore avrà comunque messo in tasca un 25% che non avrebbe mai visto.

C’è anche l’italiano Ritardata partenza, messo in piedi da un gruppo di legali della Camera arbitrale italiana che passano subito alle maniere forti – cioè inviano atti di citazione – e non trattengono commissioni ma solo spese legali. La soluzione di Assopasseggeri – che interviene anche sul bagaglio smarrito o danneggiato – Viaggiaretutelato.it, Volo-in-ritardo.it, Rimborsovoli.it, Rimborsoalvolo.it, Noproblemflights.it. La quantità di piattaforme che si muove nell’ambito del disagio aereo testimonia che questo mercato è florido anche perché ha un elevato tasso di successo: difficilmente si finisce in tribunale di fronte a casi evidenti e documentati di mancato imbarco, clamorosi ritardi o cancellazioni. Uno di quei casi in cui le regole europee funzionano.


Fonte: WIRED.it

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