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Sarà Made in Italy la futura casa prefabbricata di Ikea

Il Moxy Hotel di Malpensa (Foto: Booking)

È made in Italy la nuova casa prefabbricata di Ikea. La bresciana Woodbeton ha realizzato il progetto dei futuri alloggi chiavi in mano della catena di arredamento low cost. “Ikea conta di costruire 10mila appartamenti in tutta Europa. Siamo in fase di sviluppo”, spiega Giovanni Spatti, amministratore delegato dell’azienda di Iseo. A margine del convegno sull’edilizia di Rebuild a Milano, Spatti conferma a Wired il progetto realizzato per conto di Ikea. “Stiamo parlando di soluzioni per complessi di abitazioni, non per case singole”, precisa. Gli stabilimenti della Woodbeton sforneranno i moduli per assemblare in poco tempo un condominio firmato Ikea.

La società ha messo una tecnologia specifica per questo progetto, che permette di integrare calcestruzzo, acciaio e legno nello stesso modulo e negli stessi elementi. “Potremo avere strutture con pareti in calcestruzzo, solaio in legno e tetto in acciaio, ma anche avere pareti costituite da due materiali”, spiega Spatti.

Il progetto è ormai ultimato e dovrebbe essere presentato l’anno prossimo. Ikea Italia Retail, interpellata da Wired sulla notizia, non ha fornito commenti.

La collaborazione tra Woodbeton e Ikea prosegue dal 2014. I bresciani stanno realizzando i nuovi alberghi low cost Moxy, frutto di un accordo tra la catena Marriott e il gruppo svedese. Il primo hotel è stato realizzato all’aeroporto di Malpensa a Milano. Ne sono seguiti altri quindici in giro per l’Europa, di cui dieci sono già stati inaugurati.

In Italia il secondo sorgerà nei pressi dell’aeroporto di Linate a Milano. “Siamo già in costruzione, la consegna è prevista per la fine di marzo. Realizzeremo in sei mesi un albergo da 200 camere”, spiega Spatti. Woodbeton lavora con Vastint, l’immobiliare partecipata da Ikea che si occupa dello sviluppo di queste attività.

Giovanni Spatti di Woodbeton (foto: Luca Zorloni per Wired)

L’industria degli alberghi prefabbricati vale 50 milioni di euro degli 80 milioni di fatturato realizzati dalla Woodbeton nel 2016. La divisione dà lavoro a 200 persone, molti dei quali operai e artigiani del territorio che si sono riconvertiti all’edilizia industriale. La produzione avviene nella Wb Factory, uno stabilimento collocato a Corzano, nella bassa Bresciana. “In tre anni non abbiamo avuto un turnover”, spiega Spatti.

L’azienda ha un palmarès di lavori di tutto rispetto. Ha operato sul cantiere della ricostruzione del teatro della Fenice a Venezia. All’Expo di Milano ha montato l’attrazione simbolo dell’evento, l’Albero della vita, e ha realizzato i padiglioni di Angola e di Alitalia-Etihad. Dopo i grandi eventi e gli alberghi, ora la società bresciana spinge per allargare il bacino dei prefabbricati anche al residenziale in Italia. L’edilizia industriale, come viene definito il settore dei prefabbricati, “limita i lavori in cantiere, offre una ripetibilità della qualità del prodotto e garantisce tempi rapidi”, spiega Spatti. I pezzi da Wb Factory escono con QR code che permettono di individuare l’esatta collocazione degli elementi prefabbricati. L’azienda ha anche sviluppato un sistema di coperture per non danneggiare i moduli in fase di montaggio in caso di pioggia e studiato forme di isolamento acustico, necessarie per alberghi che sorgono vicino agli aeroporti.

Secondo Rebuild l’edilizia industriale potrebbe essere la soluzione per ristrutturare il patrimonio di case, palazzi e uffici in Italia, che nel 76% dei casi hanno più di quarant’anni e nell’85,6% una classe energetica di livello D o inferiore.


Fonte: WIRED.it

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