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L'arte cerca spazi alternativi ed entra in albergo

L'arte cerca spazi alternativi ed entra in albergo

Può un albergo farsi portavoce dell’arte e competere con le gallerie? Sembra proprio di sì, se la vocazione è naturalmente vissuta e portata alla città come valore aggiunto. Dopo anni di chiusura e a seguito di un importante restauro, l’Aleph Rome Hotel nel cuore del centro storico apre le sue porte anche all’arte. Oltre la semplice ambientazione delle opere negli spazi comuni, si cerca di offrire un’esperienza quanto più ampia, allargando la proposta ai gioielli di design e alle installazioni contemporanee, ai video d’arte, perché gli spazi siano vissuti come luoghi per esperienze emozionali. Dalla collaborazione con M’Ama.Art, il brand specializzato nel fondere l’arte con la vita quotidiana, è nato il progetto innovativo che vede il visitatore coinvolto in un viaggio che abbraccia il bello e il buono e in cui ambienti e opere mantengono la loro identità e al tempo stesso dialogano e interagiscono tra di loro. 

Filo conduttore, Roma, le sue tradizioni e la sua storia miscelata, quest’ultima, con i ricorrenti richiami al mondo arabo e alle sue suggestioni che si ritrovano nei locali dell’albergo. Così è che le opere dell’artista turca Irem Incedayi si confrontano con le preziosità dei decori dorati dell’arco che accoglie gli ospiti all’entrata dell’Aleph. Un risultato di grande suggestione pure con i suoi lavori particolarissimi posti negli spazi esterni. Si tratta di tele preparate e dipinte con una tecnica mista composta da pigmento, acrilico, olio, tempera, foglia d’oro o d’argento antichizzata, le tele sono volutamente non intelaiate perchè si rifanno al concetto dell’arazzo; infatti la sua tecnica ha un forte legame con l’archeologia e il culto del passato. Si ispira agli affreschi romani e orientali usando colori polverosi, realizzati con terre miste, sabbiose, foglie d’oro e d’argento, acrilico e olio che creano effetti di corrosione di un tempo passato.  

Incamminandosi nella hall ci si imbatte nella proposta di Camilla Ancelotto, un «Ratto delle sabine» il cui basamento, realizzato per l’occasione, sembra fondersi con l’onice della fontana che caratterizza il salone centrale. Caldo e freddo continuano il loro gioco con le opere di Paolo Romano, «Lune». 

La cigar lounge luogo discreto per vizi innocenti, ospita il video di Valeria Corvino mentre all’Onyx Bar i lavori di Giulio Rigoni raccontano Roma con citazioni orientali. Per il mondo liquido della Spa, ecco il video d’arte di Chicco Margaroli sul mood dell’essenza dal titolo inequivocabile: «Ricordati di fiorire» che si specchia nei lavori di Marianna Masciolini. Ampio spazio anche alle «Regine» di Titti Garelli.  

Le opere sono destinate a cambiare ciclicamente per offrire agli ospiti suggestioni d’arte sempre differenti. Un modo altro per uscire dai circuiti ufficiali e offrire agli artisti spazi in più per potersi mostrare. 


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