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Wired Trends 2018: come sconfiggere la resistenza alla tecnologia?

Nel secondo Wired Trends il tema era la tecnologia. Dall’intelligenza artificiale all’internet of things fino alla rete 5G, ecco di cosa si è parlato

La tecnologia oggi ha bisogno di un racconto diverso, improntato sui modi in cui la ricerca scientifica e i dispositivi hi-tech migliorano quotidianamente le nostre vite: questo è uno dei temi centrali discussi questa mattina nel secondo dei quattro eventi organizzati da Wired e da Ipsos per il lancio del numero invernale del magazine dedicato al mondo nel 2018.

Venerdì 1 dicembre, nel tutto-esaurito della Microsoft House di viale Pasubio a Milano, si è parlato di quali siano oggi gli strumenti per eliminare l’ansia da tecnologia, per sostituire i sentimenti di paura, insicurezza e inquietudine con la consapevolezza che mai come oggi nella storia dell’umanità siamo di fronte a una situazione di costante miglioramento delle nostre vite. Un progresso che a volte diamo per scontato poiché ci siamo assuefatti alle idee di novità e di evoluzione tecnologica, quando invece si tratta di trend che sarebbero da valorizzare ed esaltare.

“Oggi emergono elementi di resistenza nei confronti della tecnologia”, ha spiegato Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, “legati a dati strutturali che riguardano il nostro Paese come l’invecchiamento della popolazione e il clima sociale improntato su una crisi di fiducia verso la politica e tutti i sistemi di rappresentanza, continuamente rimessi in discussione.

 L’indebolimento del senso di sicurezza e l’inquietudine dovuta al fenomeno sopravvalutato della crisi migratoria nonché alla crisi economica”, ha continuato Pagnoncelli, “condizionano la nostra percezione della realtà, abbassando il livello di accettazione anche rispetto alla tecnologia”.

Quali sono le soluzioni, allora, per contrastare questa sensazione diffusa che ci siamo lasciati il meglio alle spalle, questa percezione che il mondo stia cambiando troppo velocemente, questo sentimento di sopraffazione per via delle continue scelte che siamo costretti ad affrontare?

“Una strada percorribile è ricordarsi di dare spazio al racconto di come interi settori come la diagnostica, la scuola e le aziende siano beneficiando dell’avanzamento tecnologico, da trend come la dematerializzazione dei documenti fino all’utilizzo dei tablet per i bisogni educativi speciali. Poi”, ha concluso Pagnoncelli, “istituzioni e politica in larga misura oggi considerano la tecnologia solo come uno strumento di risoluzione di problemi immediati, mentre il processo di cambiamento in corso va governato e va riempito di valori. Una concezione asettica della tecnologia rischia di allontanare ulteriormente cittadini e istituzioni”.

Giulia Baccarin a Wired Trends

Un esempio concreto della possibilità di applicare la tecnologia di frontiera per risolvere problemi quotidiani deriva dalle potenzialità offerte dagli algoritmi dell’intelligenza artificiale, che ormai riescono a raggiungere e a superare le capacità umane. “Oggi possediamo l’arma più potente che l’umanità abbia mai avuto”, ha raccontato Giulia Baccarin, co-fondatrice di Mipu e Managing Director di I-care, “e con l’analisi di grandi quantità di informazioni combinata con il machine learning siamo in grado, per esempio, di diagnosticare correttamente i tumori al seno con una accuratezza superiore rispetto a quella di un medico specialista”.

Oggi si usa il passato per prevedere il futuro, e ciò di fatto limita la nostra libertà

Questa intelligenza collettiva più forte che mai, però, pone allo stesso tempo questioni etiche e legali: è possibile costruire degli algoritmi privi di pregiudizi? Come è possibile descrivere ciò che un algoritmo oggi è in grado di fare?

“Gli algortimi di deep learing sono diventati così complessi che è difficile darne una descrizione formale”, ha risposto Baccarin, “e inoltre se lasciassimo a un algoritmo scegliere chi sarebbe il presidente ideale per gli Stati Uniti, impostando parametri ragionevoli sulla base della nostra esperienza otterremmo certamente Donald Trump come uno dei candidati ideali”.

Il punto che merita riflessione è il nostro rapporto con il passato e con il modo in cui vogliamo che il nostro futuro venga costruito. “Oggi si usa il passato per prevedere il futuro, e ciò di fatto limita la nostra libertà: se ci basassimo solo su ciò che è già accaduto non avremo mai un Papa nero, un presidente del consiglio donna o strutture davvero accessibili per i disabili”, ha concluso Baccarin.

Accanto a machine learning e intelligenza artificiale, uno dei trend tecnologici in arrivo è anche quello dei nuovi sistemi di connettività. “Oggi diamo la connettività per scontata, ovunque”, ha detto il Cto di Fastweb Mario Mella, “e pretendiamo un sistema capace di garantire le comunicazioni in modo semplice e sicuro, indipendentemente dal tipo di rete e connessione. In questo trend si inserisce il 5G, che nel 2018 attraverserà una fondamentale fase sperimentale anche nel nostro Paese”.

L’Italia è più avanti di tanti altri Paesi europei: il prossimo anno partirà una sperimentazione del Mise (il Ministero per lo Sviluppo Economico) su Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. In proposito Mella ha raccontato che “in questi casi alla sperimentazione tecnologica si affiancherà l’esperienza di reti diverse che condividono una stessa infrastruttura di base, con applicazioni in ambiti come l’attività portuale, la sicurezza, la sorveglianza, le smart city, il settore automotive e anche la cultura e i musei. Mentre ancora sta maturando il processo di standardizzazione per il 5G, stiamo già iniziando a costruire l’infrastruttura su cui dovrà operare”.

Ma che cosa cambierà con il 5G rispetto al 4G? “Non sarà una banale evoluzione di ciò che già esiste”, ha spiegato Mella, “ma le nuove reti sono concepite per fare cose che oggi sono irrealizzabili: non solo una connettività ultra-veloce, ma soprattutto l’adattabilità alla Internet of Things grazie alla capacità di gestire simultaneamente tantissimi punti di connessione, anche milioni per chilometro quadrato. Le applicazioni della rete 5G sono fondamentali ad esempio per l’arrivo dei veicoli a guida autonoma, per la manutenzione predittiva e le applicazioni dell’intelligenza artificiale, non solo per gestire realtà aumentata, modelli digitali tridimensionali e streaming 4K”.

A fine 2017 il mercato dell’intelligenza artificiale è valutato in 13 miliardi di euro

Ma a che punto siamo con l’intelligenza artificiale nel suo reale impatto sulle aziende? Il direttore di Wired Federico Ferrazza ne ha discusso con Davide Casaleggio, presidente di Casaleggio Associati, che ha da poco concluso un rapporto in cui sono stati analizzati 64 casi pratici aziendali di applicazione.

“A fine 2017 il mercato dell’intelligenza artificiale è valutato in 13 miliardi di euro, ma crescerà di molti ordini di grandezza da qui al 2025: è l’innovazione con più impatto sia a livello aziendale sia sulle tecnologie globali, perché entrerà pesantemente in settori quali il marketing, le vendite, la manutenzione predittiva e organizzazione interna aziendale. Tutti i settori che possiedono tanti dati, indicativamente da un gigabyte di dati testuali in su, possono beneficiare delle applicazioni dell’intelligenza artificiale”.

Ma esistono anche dei punti critici. “Anzitutto la scarsità di finanziamenti, pubblici e privati”, ha spiegato Casaleggio. “Affinché le piccole e medie imprese italiane possano rimanere competitive e continuare a innovarsi una possibile soluzione è quella di creare consorzi o collaborazioni per risolvere problemi specifici. Per le grande aziende invece la parola chiave è open innovation, ad esempio attraverso il finanziamento di startup e altre imprese innovative”.

Queste, insomma, le ricette affinché l’intelligenza artificiale possa avere un impatto concreto in settori che vanno dalla finanza al mondo dell‘informazione, passando per la tecnologia blockchain e l’Internet delle cose.

Nella sala di viale Pasubio si è parlato anche del rapporto tra tecnologia e benessere, nonché del ruolo della politica e delle istituzioni per un’equa distribuzione dei benefici dell’innovazione. Nel video qui sotto trovate l’evento. Qui invece il racconto del primo evento, dedicato al futuro dei media.

Wired Trends 2018
Featuring Ipsos
Forward Partner: Fastweb;
Partner Media: Sky Italia;
Talent Partner: Adecco;
Sustainability Partner: Comieco;
Bleisure Partner: Meliá Hotels International;
Thanks to Microsoft, Nespresso;
Partner Tecnico: CIONET


Fonte: WIRED.it

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