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5 trend tecnologici che cambieranno le vacanze in hotel

Grand Budapest Hotel

Lo tsunami dell’home sharing è stato solo l’inizio. Altre trasformazioni digitali e tecnologiche aspettano il mercato degli hotel al varco. E per restare a galla, secondo il vicepresidente di Expedia Artur Chapin, con delega a prodotto e design, “restare al passo con le aspettative dei consumatori è di importanza fondamentale“. Il manager della multinazionale dei viaggi ha individuato cinque trend che caratterizzano i prossimi anni. “Uno dei motivi per cui i consumatori utilizzano sempre di più le ultime tecnologie è la crescente impazienza di ricevere risposte immediate alle loro richieste di prenotazione o informazioni. Da qui la necessità di servirsi di questi cosiddetti “assistenti digitali”“, osserva.

1. I chatbot
Anche negli hotel i chatbot avranno più spazio. “Stanno già favorendo e facilitando le comunicazioni dei viaggiatori e si stanno diffondendo sotto le forme più differenti: chat, social channel, assistenti vocali e altro ancora“, riconosce Chapin.

Il prossimo passaggio sono proprio gli hotel. Per il manager “l’utilizzo di nuovi strumenti e tecnologie in questo settore consentirà agli albergatori di comunicare con i viaggiatori in maniera più efficace, aumentando così anche il livello di personalizzazione“. I vantaggi? Più informazioni sui clienti, meno tempo speso a cercare notizie e prenotazioni più spedite.

2. Gli assistenti vocali
Una ricerca di Ovum indica che entro il 2021 ci saranno
7,5 miliardi di assistenti vocali digitali in tutto il mondo. “Oggi questo tipo di tecnologie non solo ci fornisce informazioni sul meteo, dati del traffico e altri contenuti, ma ci consente anche di prenotare un hotel o di controllare lo stato del volo“, osserva Chapin. D’altronde tra Amazon con Alexa, Google con Home e altri colossi, già 20 milioni di dispositivi circolano. Per Gartner entro il 2020, il 30% delle ricerche online verrà effettuato senza l’ausilio di uno schermo. E Accenture ritiene che per l’84% degli utenti è importante poter contare su un assistente digitale.

3. Le esperienze
Ormai il viaggio non è un viaggio se un turista non torna a casa con un’esperienza. “Per gli albergatori, ciò rappresenta un’opportunità unica per rivolgersi a quei viaggiatori che – oltre a voler visitare una nuova destinazione – sono interessati a concerti, eventi sportivi e spettacoli“, osserva Chapin. Gli hotel, quindi, non dovranno fornire solo camere, ma esperienze come ristoranti, visite guidate ed escursioni. “Mettere a disposizione dei viaggiatori una guida della città o fornire loro alcuni consigli utili su cosa fare e cosa vedere significa aumentare esponenzialmente il livello di fedeltà e coinvolgimento nei confronti della struttura“, conclude il manager.

4. I pacchetti
Un recente studio multi-generazionale proprio di Expedia evidenzia che l’80% dei viaggiatori ritiene utile il fatto di poter prenotare i vari prodotti di viaggio sullo stesso sito (dato, questo, che raggiunge l’87% nel caso dei cosiddetti Centennials). “Per gli hotel, l’offerta di camere come parte di un pacchetto volo+hotel o noleggio auto+hotel si traduce in tariffe giornaliere medie più alte, finestre di prenotazione più lunghe e meno cancellazioni“, osserva Chapin.

5. Comunicazione
Informare prima di tutto, anche da parte dell’hotel, sfruttando la tecnologia. “Catastrofi naturali, modifiche ai regolamenti in materia di visti, politiche di viaggio e sicurezza: per evitare qualsiasi inconveniente è importante che l’albergatore metta i suoi potenziali ospiti al corrente delle ultime novità“, osserva il vice di Expedia. E aggiunge: “Dare ai viaggiatori la possibilità di effettuare subito una nuova prenotazione o assisterli per l’intera durata della “crisi” aiuta a ridurre gli effetti negativi di imprevisti come questi“.

 


Fonte: WIRED.it

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