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Aurora Space Station, il primo hotel di lusso nello spazio

Aurora Space Station, il primo hotel di lusso nello spazio

Il turismo spaziale sembra diventare sempre più realtà. Se nel passato c’erano scrittori e sognatori che immaginavano la conquista dello spazio, oggi i viaggi spaziali si possono toccare con mano. A partire dalla comunicazione della Orion Span, società di Houston (Texas), che ha annunciato il primo hotel di lusso in orbita a 200 miglia (circa 370 Km) sopra la superficie terrestre. O ancora la Virgin Galactic, che proprio nei giorni scorsi ha visto completare il primo volo di prova suborbitale della SpaceShipTho VSS Unity, partita dal deserto del Mojave – in California – e arrivata a un’altezza di circa 25 mila metri. Oltre al turismo, continuano anche i programmi di ricerca. Il satellite della missione europea Exomars si trova ora a circa 400 chilometri sopra il pianeta rosso in attesa di dare il via alle operazioni scientifiche alla ricerca di gas per scoprire se Marte è ancora attivo dal punto di vista biologico e geologico.

Un hotel nello spazio

“Siamo orgogliosi di annunciare che Aurora Station sarà lanciata verso la fine del 2021 come il primo hotel di lusso nello spazio al mondo”. Ad annunciarlo in una comunicazione è Frank Bunger, CEO e fondatore di Orion Span. Aurora Space Station sarà in orbita a 200 miglia sopra la superficie terrestre e a partire dal 2022 sarà in grado di ospitare – come specifica l’ANSA – due membri dell’equipaggio e quattro turisti, che riceveranno le nozioni base sul volo spaziale. Tutte le informazioni sono spiegate nel dettaglio direttamente sul sito della società: il viaggio durerà dodici giorni, con un costo che parte dai 9,5 milioni di dollari (incluso il prezzo di lancio per arrivare alla stazione Aurora). È già possibile mettersi in lista d’attesa con depositi pari a ottanta mila dollari. La società promette lussuose suite private per due, finestre da cui ci si potrà immergere in paesaggi mozzafiato come l’aurora boreale e l’esperienza unica di far crescere il cibo nello spazio o di sperimentare con il ponte a ologrammi la realtà virtuale aumentata. Insomma, si preannuncia un’esperienza da brivido in quella che sembra sarà una vera e propria piccola comunità.

Primo volo di prova suborbitale per la SpaceShipTwo VSS Unity

Pochi giorni fa la navetta SpaceShipTwo VSS Unity della Virgin Galactic, l’azienda del noto imprenditore britannico Richard Branson, ha completato il volo di prova suborbitale dopo il tragico incidente del 2014. Come si spiega sul sito dell’Agenzia Spaziale Italiana, dove è anche disponibile un video del test, a bordo del WhiteKnightTwo VMS Eve, la navetta ha raggiunto i 14.000 metri di quota, per poi staccarsi dal velivolo e effettuare il suo volo supersonico, arrivando a una quota complessiva di 25.000 metri prima di ritornare a terra. Grazie ad ali simili a quelle di un aereo comune, la Unity ha raggiunto in modo dolce e sicuro il suolo terrestre. La sperimentazione dei voli suborbitali da parte della Virgin vede protagonista anche l’Italia. Infatti, grazie a un accordo siglato tra l’azienda, ALTEC S.p.A. – società partecipata da ASI – e Thales Alenia Space, è prevista la costruzione di uno spazioporto sul suolo italiano.   La strada, insomma, è quella di portare nello spazio i turisti che hanno voglia di sperimentare una nuova esperienza.

Un orbiter per rilevare tracce di attività biologiche e geologiche su Marte

Al di là del concetto di turismo nello spazio, in un ampio programma di ricerca prosegue la missione europea Exomars, in cui partecipa anche l’Agenzia Spaziale Italiana. La missione è volta a cercare le tracce di vita su Marte, esplorandone l’ambiente e le caratteristiche geochimiche. In questo contesto, il Trace Gas Orbiter ha raggiunto la sua orbita di posizionamento e ora si trova, come spiega l’Agenzia Spaziale Italiana, a circa 400 Km sopra il Pianeta rosso. A spiegare è la stessa European Space Agency, direttamente sul suo sito: “Questo è un importante traguardo per il nostro programma ExoMars e un risultato fantastico per l’Europa”, afferma Pia Mitschdoerfer, responsabile della missione di Trace Gas Orbiter. “Inizieremo la nostra missione scientifica in appena un paio di settimane e siamo estremamente entusiasti di ciò che le prime misurazioni riveleranno”, dichiara Håkan Svedhem, scienziato del progetto dell’orbiter. Il compito dell’orbiter è in sostanza quello di rilevare i gas presenti anche a concentrazioni molto basse e che potrebbero costituire tracce di attività geologica o biologica. In questo modo si potrà capire se Marte oggi è ancora attivo appunto dal punto di vista biologico o geologico.

 Tra narrazione e realtà

Insomma, l’esplorazione dello spazio oramai è una realtà, senza dimenticare il fatto che la ricerca e lo sviluppo tecnologico in àmbito spaziale costituisce un’importante occasione di crescita e di opportunità economica. I sogni di scrittori e artisti che hanno immaginato la conquista dello spazio hanno allora anticipato con la loro creatività quello che sarebbe accaduto solo successivamente.  Solo per citare qualche esempio, nel XIX secolo il francese Jules Verne non solo si è immaginato viaggi spaziali ma ha perfino anticipato metodi simili a quelli usati più di un secolo dopo. Un altro scrittore dell’800, l’inglese H.G. Wells ha immaginato i viaggi spaziali nel racconto ‘The First Men in the Moon’.  E se questi viaggi spaziali sono ormai realtà, il turismo nello spazio aprirà presto nuove e importanti strade.


Fonte: Startupitalia

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